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Nilde Iotti

Dalla Resistenza alla nascita della Repubblica

All’anagrafe Leonilde Iotti, fu una delle figure più importanti della politica italiana del Novecento e una protagonista fondamentale della costruzione della democrazia repubblicana. Nata a Reggio Emilia il 10 aprile 1920 e morta il 4 dicembre 1999 a Poli, vicino Roma, fu partigiana, madre costituente e la prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati. La sua vita si svolse in uno dei periodi più complessi e decisivi della storia italiana, e fu sempre caratterizzata da un forte impegno civile e politico, orientato alla difesa dei diritti, della democrazia e dell’uguaglianza. Durante la Seconda guerra mondiale, Nilde Iotti partecipò attivamente alla Resistenza. Fu impegnata come staffetta nei Gruppi di difesa della donna, organizzazioni che sostenevano la lotta partigiana e promuovevano la partecipazione femminile alla vita politica. Questa esperienza fu determinante per la sua formazione e per la sua futura attività politica, rafforzando in lei l’idea di una società più giusta e inclusiva. Nel 1946 fu eletta all’Assemblea Costituente, entrando a far parte delle cosiddette “madri costituenti”: solo 21 donne su 556 membri parteciparono a questo momento fondamentale della storia italiana. All’interno della Commissione dei 75, incaricata di redigere la Costituzione, Iotti diede un contributo importante, in particolare agli articoli riguardanti la famiglia e i diritti dei coniugi. Il suo lavoro contribuì ad affermare il principio di uguaglianza tra uomo e donna, un passo decisivo verso la modernizzazione della società italiana.

L’ascesa politica e la Presidenza della Camera

Negli anni successivi, Iotti continuò la sua attività politica all’interno del Partito Comunista Italiano, diventando una figura sempre più autorevole. Dal 1969 al 1979 fu anche membro del Parlamento europeo, dimostrando un forte interesse per le questioni internazionali e per il processo di integrazione europea. Il momento più significativo della sua carriera arrivò nel 1979, quando fu eletta Presidente della Camera dei Deputati: fu la prima donna nella storia italiana a ricoprire questa carica. Rimase in carica fino al 1992, per oltre dodici anni, stabilendo un record di durata. Durante il suo mandato si distinse per equilibrio, competenza e grande senso delle istituzioni, guadagnandosi il rispetto di tutte le forze politiche. In quegli anni, segnati da importanti cambiamenti sociali, sostenne e accompagnò il processo di riforme civili che trasformarono la società italiana, tra cui quelle sul divorzio e sull’interruzione volontaria di gravidanza. Fu inoltre una voce importante nella promozione dei diritti delle donne, contribuendo a rendere più visibile e concreta la loro presenza nella vita pubblica.

Vita privata, stile e eredità morale

Anche la sua vita privata ebbe una certa rilevanza pubblica. La relazione con Palmiro Togliatti, iniziata durante gli anni della Costituente, suscitò grande attenzione, ma fu anche un esempio di autonomia personale in un’epoca in cui i ruoli femminili erano ancora fortemente condizionati. Insieme adottarono una giovane orfana, Marisa Malagoli. Nilde Iotti è ricordata per il suo stile sobrio, la sua determinazione e il profondo rispetto per le istituzioni democratiche. Anche negli ultimi anni della sua vita continuò a essere un punto di riferimento morale e politico. Nel novembre 1999, poco prima della sua morte, ricevette un lungo e commosso applauso in Parlamento, segno dell’affetto e della stima che aveva saputo conquistare. La sua eredità è ancora oggi molto significativa: rappresenta un simbolo dell’emancipazione femminile e dell’impegno per una democrazia più equa e inclusiva. Attraverso il suo lavoro, contribuì in modo decisivo a costruire un’Italia più moderna, fondata sui diritti e sulla partecipazione.