← Home  /  Il Museo / Giardino della Legalità

Libero Grassi

Libero Grassi (Catania, 19 luglio 1924 – Palermo, 29 agosto 1991) fu un imprenditore tessile italiano, simbolo della resistenza civile contro la mafia. Rifiutò di pagare il pizzo imposto da Cosa Nostra, denunciando pubblicamente le estorsioni e pagando con la vita il suo coraggio. La sua uccisione segnò una svolta nella coscienza antimafia italiana. (WikiMafia)

  • Nascita: 19 luglio 1924, Catania
  • Morte: 29 agosto 1991, Palermo
  • Professione: Imprenditore tessile, fondatore della ditta Sigma
  • Coniuge: Pina Maisano Grassi
  • Eredità civile: Simbolo del movimento antiracket e fonte d’ispirazione per Addiopizzo

La lettera al “caro estortore”

Nel gennaio 1991 Grassi pubblicò sul Giornale di Sicilia una lettera aperta in cui avvertiva il proprio “ignoto estorsore” che non avrebbe ceduto a minacce o pagamenti mafiosi. Con ironia e fermezza dichiarò di essersi posto “sotto la protezione della polizia” e di non voler “dividere le scelte con i mafiosi”. Questa sfida pubblica ruppe il muro dell’omertà e fece di lui un bersaglio per Cosa Nostra. (RAI)

L’omicidio e le responsabilità mafiose

La mattina del 29 agosto 1991, mentre si recava a lavoro, Grassi fu assassinato in via Alfieri da un commando della famiglia Madonia di Resuttana. Le successive indagini e processi portarono alla condanna del killer Salvatore Madonia e di altri esponenti della Cupola mafiosa come mandanti. Il delitto suscitò indignazione nazionale e contribuì a rafforzare la mobilitazione contro il racket delle estorsioni. (WikiMafia)

Memoria e impatto

Negli anni successivi, la figura di Libero Grassi divenne emblema di dignità e legalità. La moglie, Pina Maisano, e i figli, Alice e Davide, proseguirono il suo impegno nella diffusione della cultura antimafia. A Palermo sono a lui dedicati il Parco Libero Grassi e numerose iniziative civiche e scolastiche che mantengono viva la sua lezione di coraggio. (RaiNews)