- Nascita: 25 marzo 1927, Castelfranco Veneto
- Morte: 1 novembre 2016, Castelfranco Veneto
- Partito: Democrazia Cristiana
- Prima donna ministro: Lavoro e Previdenza Sociale (1976)
- Presidenza Commissione P2: 1981–1985
Una figura centrale della Repubblica
Fu una delle figure più importanti della storia politica italiana del Novecento, esempio di impegno civile, integrità morale e lotta per i diritti. Nata il 25 marzo 1927 a Castelfranco Veneto, dove morì il 1º novembre 2016, fu partigiana, sindacalista e politica. È ricordata in particolare per essere stata la prima donna a ricoprire un incarico ministeriale nella Repubblica italiana.
Gli anni della Resistenza e la scelta partigiana
La sua formazione civile ebbe origine durante la Seconda guerra mondiale. A soli diciassette anni assistette a un episodio che la segnò profondamente: l’impiccagione di 31 prigionieri da parte dei nazifascisti a Bassano del Grappa. Questo evento la spinse a scegliere di unirsi alla Resistenza. Entrò così nelle formazioni partigiane come staffetta, con il nome di battaglia “Gabriella”, svolgendo compiti di collegamento e supporto alla lotta clandestina.
L’impegno nel sindacato e la tutela delle lavoratrici
Dopo la guerra, Tina Anselmi intraprese un percorso di studio e lavoro che la portò a diventare insegnante. Parallelamente, si impegnò nel sindacato, inizialmente nella CGIL e successivamente nella CISL, dedicandosi soprattutto alla tutela delle lavoratrici, in particolare nel settore tessile. In questo ambito si batté per l’uguaglianza salariale e per il miglioramento delle condizioni di lavoro delle donne.
La prima donna Ministro nella storia d’Italia
Fin da giovane aderì alla Democrazia Cristiana e intraprese una lunga carriera politica. Nel 1968 fu eletta deputata e rimase in Parlamento per oltre vent’anni. Il momento più significativo della sua carriera arrivò nel 1976, quando fu nominata ministra del Lavoro e della Previdenza Sociale nel governo guidato da Giulio Andreotti: fu la prima donna nella storia della Repubblica italiana a ricoprire un incarico ministeriale. In questo ruolo promosse importanti riforme, tra cui la legge sulla parità di trattamento tra uomini e donne nel lavoro.
La riforma della Sanità e il Servizio Sanitario Nazionale
Successivamente fu ministra della Sanità, contribuendo alla realizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, una delle più importanti riforme sociali italiane, che garantì il diritto alla salute a tutti i cittadini.
La presidenza della Commissione P2 e la difesa della democrazia
Un altro momento fondamentale del suo impegno istituzionale fu la presidenza della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2, tra il 1981 e il 1985. Nominata a questo incarico da Nilde Iotti, Tina Anselmi condusse un lavoro rigoroso e coraggioso, portando alla luce le infiltrazioni di poteri occulti nelle istituzioni dello Stato. Il suo operato rafforzò la sua reputazione di figura onesta e determinata nella difesa della democrazia.
Pioniera della parità e del senso dello Stato
Nel corso della sua vita, Tina Anselmi si distinse sempre per il suo senso dello Stato, la sobrietà e la coerenza. Fu una pioniera della presenza femminile nella politica italiana e contribuì concretamente all’avanzamento dei diritti delle donne.
L’eredità di una delle “Madri della Repubblica”
Oggi è ricordata come una delle “madri della Repubblica”, una donna che seppe trasformare la propria esperienza nella Resistenza in un impegno costante per la giustizia, la trasparenza e la democrazia. La sua eredità continua a essere un punto di riferimento per chi crede nei valori della partecipazione civile e dell’uguaglianza.

