← Home  /  Il Museo / Viale della RESISTENZA

Giorgio Amendola

Giorgio Amendola fu partigiano, politico e scrittore italiano, figura di rilievo dell’antifascismo e dirigente storico del Partito Comunista Italiano (PCI). Padre costituente, rappresentò un punto di riferimento morale e culturale della sinistra italiana del Novecento.

  • Nascita: 21 novembre 1907, Roma
  • Morte: 5 giugno 1980, Roma
  • Partito: Partito Comunista Italiano
  • Ruolo nella Resistenza: dirigente dei GAP e membro del Comitato di Liberazione Nazionale
  • Opera principale: Lettere a Milano (1973)

Origini e formazione

Figlio del politico liberale Giovanni Amendola, assassinato nel 1926 da squadre fasciste, Giorgio completò gli studi in Giurisprudenza a Roma. Questo evento segnò profondamente la sua vita, spingendolo verso la militanza antifascista e l’adesione, nel 1929, al Partito Comunista d’Italia(Rai Cultura).

Attività antifascista e Resistenza

Arrestato nel 1932 e confinato a Ponza, dopo il rilascio si trasferì in Francia e Tunisia, dove proseguì l’attività clandestina. Nel 1943 partecipò alla firma del patto d’unità d’azione tra comunisti, socialisti e “Giustizia e Libertà”. Rientrato in Italia, organizzò i Gruppi d’Azione Patriottica (GAP) e autorizzò l’attentato di via Rasella contro l’occupazione tedesca(ANPI).

Carriera politica

Dopo la Liberazione, Amendola fu sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nei governi Parri e De Gasperi. Eletto all’Assemblea Costituente, divenne una delle voci riformiste e “miglioriste” del PCI, impegnato per un’evoluzione democratica e europeista del partito. Negli anni Settanta denunciò con fermezza il terrorismo e sostenne il rinnovamento della politica italiana(El País).

Opere e eredità

Tra i suoi scritti più noti figurano Lettere a Milano (1973), Intervista sull’antifascismo (1976) e Una scelta di vita (1978). Morì nel 1980, poche ore prima della moglie Germaine Lecocq. A lui è dedicata la Fondazione Giorgio Amendola, che ne promuove il pensiero e la memoria(Fondazione Giorgio Amendola).