Fu una delle figure più importanti dell’antifascismo e della Resistenza italiana, oltre che un’intellettuale di grande rilievo nel panorama culturale del Novecento. Nata a Torino il 14 luglio 1902 e morta nella stessa città il 14 marzo 1968, fu scrittrice, traduttrice, giornalista e pedagogista. La sua vita fu interamente dedicata alla difesa della libertà, alla diffusione della cultura e alla costruzione di una società più giusta e democratica.
Dopo essersi laureata in Lettere e filosofia nel 1925, Ada Gobetti iniziò a collaborare con il marito Piero Gobetti, partecipando attivamente alla pubblicazione di importanti riviste come Energie nuove, La Rivoluzione liberale e Il Baretti. Queste riviste rappresentavano un punto di riferimento per il pensiero liberaldemocratico e per l’opposizione al regime fascista. Dopo la morte prematura del marito nel 1926, avvenuta durante l’esilio in Francia a causa delle persecuzioni fasciste, Ada continuò con determinazione il suo impegno culturale e politico.
Negli anni successivi mantenne contatti con ambienti antifascisti e con importanti intellettuali come Carlo Rosselli e Benedetto Croce, contribuendo alla diffusione di idee democratiche e alla preparazione di una futura alternativa al regime. Nel 1941 partecipò alla fondazione del Partito d’Azione, che avrebbe avuto un ruolo centrale nella Resistenza.
Dopo l’8 settembre 1943, con l’occupazione tedesca dell’Italia, Ada Gobetti entrò attivamente nella lotta partigiana. Organizzò una rete di Resistenza in Val di Susa, collaborando anche con il figlio Paolo. Assunse il ruolo di commissario politico nella IV Divisione alpina “Stellina” di Giustizia e Libertà, contribuendo non solo all’organizzazione militare, ma anche alla formazione morale e politica dei partigiani.
La sua esperienza durante la guerra fu raccolta nel Diario partigiano, pubblicato nel 1956 con prefazione di Italo Calvino. Quest’opera è considerata una delle testimonianze più importanti della Resistenza, soprattutto dal punto di vista femminile, perché racconta non solo gli eventi militari, ma anche la dimensione quotidiana, umana e morale della lotta.
Dopo la Liberazione, Ada Gobetti continuò il suo impegno nella vita pubblica. Nel 1945 fu nominata vicesindaco di Torino dal Comitato di Liberazione Nazionale, diventando la prima donna a ricoprire questo incarico nella città. Negli anni successivi si dedicò soprattutto all’educazione e alla diffusione dei valori democratici.
Fu infatti una pedagogista molto attenta ai temi della formazione civile e morale. Diresse la rivista Educazione democratica e fondò il mensile Il Giornale dei Genitori, con l’obiettivo di promuovere un’educazione basata sulla libertà, sulla responsabilità e sulla partecipazione. Dopo la sua morte, questa rivista fu diretta da Gianni Rodari.
Nel 1961 fondò il Centro Studi Piero Gobetti, ancora oggi attivo, con lo scopo di conservare e diffondere il patrimonio culturale dell’antifascismo e del pensiero democratico.
Ada Gobetti è ricordata come una figura di grande coerenza e impegno civile, capace di unire azione politica, riflessione culturale e attenzione educativa. Il suo contributo alla Resistenza e alla costruzione della democrazia italiana resta ancora oggi un esempio importante di partecipazione attiva e consapevole alla vita pubblica.

